
|
|
|
Piero Porati: Lo Scultore di Antonio ViganòNato a Fornaci di Briosco, capitale briantea
delle terre cotte, Piero Porati ebbe modo fin da ragazzo
di esprimere la sua fervida inclinazione artistica nell’esercizio
della secolare arte del suo paese. Nel 1950, terminata l’Accademia di Brera, fu chiamato a lavorare ad uno dei portali in bronzo del Duomo di Milano, in veste di aiuto dello scultore Giannino Castiglioni. Nello stesso periodo gli vennero pure commissionate opere monumentali che attualmente si trovano sparse sulle piazze di numerose città italiane, da Genova a Catania, da Milano a Vercelli. Nel 1965 ci fu una svolta decisiva. Appassionato di volo, si iscrisse all’Aereoclub di Bresso e qui incontrò il pittore Roberto Crippa che solo allora cominciava ad essere considerato quel grande artista di cui tutti oggi rimpiangono l’immatura scomparsa. Fra i due si stabilì un intenso rapporto d’amicizia che ebbe risonanze rivoluzionarie sull’arte di Porati. Abbandonati gli schemi operativi tradizionali, lo scultore approdò in breve ad un’estetica più consona alla sua tempra di uomo moderno. Dopo aver sperimentato vari tipi di materiali, finalmente pose le basi per la nuova ricerca formale e spaziale che gli urgeva dentro, grazie all’utilizzo dell’onice del Pakistan e del tigrato degli Urali, due marmi pregiati che per la loro composizione materica richiedono una paziente lavorazione con attrezzi diamantati. I risultati furono sorprendenti. Le delicate
sfumature dei marmi, spesso sapientemente messe in contrasto con la fredda
presenza di elementi metallici, contribuivano ad aggiungere a quelle opere
un valore cromatico non irrilevante, per cui a ragione si parlò
di “sculture quadro”. Di immediata comunicazione era il loro
contenuto, con pochi elementi stilizzati che svolgevano nell’essenza
problemi che si allacciavano all’attualità, di ieri ma ancora
di oggi: città di dimensioni microscopiche oppresse da immani calotte
nucleari, alberi ridotti ormai soltanto ad un’impronta nell’avanzante
colata di cemento, mondi politici incombenti sulla terra con la loro ombra. Nel 1972, assieme ad altre nove personalità provenienti dalle diverse parti del mondo, venne infatti scelto dall’UNESCO per restaurare i bassorilievi della porta d’accesso alla cripta del Santo Sepolcro, a Gerusalemme. Fra i suoi lavori degli anni seguenti vanno quanto meno ricordati una scultura in onice per l’aeroporto militare di Rivolto (Ud), base della Pattuglia Acrobatica Italiana, un grande pezzo in marmo bianco per una nota società multinazionale, la commissione per il monumento all’onorevole Franco Verga, ottenuta dopo aver vinto l’apposito concorso indetto dal Centro Orientamento Immigrati di Milano, un monumento, alto dodici metri, dedicato agli aviatori caduti in pace e in guerra, posto in una piazza centrale di Monza. Per qualche tempo poi i suoi interessi furono
tutti assorbiti dal volo aerostatico e dall’intensa attività
pionieristica che gli derivò dall’aver conseguito per primo
in Italia il brevetto ministeriale di pilota di mongolfiere. E il risultato – ancora – è ad effetto, tale da rievocare la stessa maraviglia che coglie chi ne osservi una vera attraversare il cielo. Lenta, silenziosa, maestosa.
|
| Home
page | Home Porati Arte |
La critica | Le
Opere Carate Brianza (MI) - Via Bezzecca, 4 - Tel. (+39) 0362 903566 - Cell. (+39) 338 2002759 info@mongolfiereporati - porapiero@libero.it |